Durante l’allattamento le necessità nutritive sono superiori a quelle della gravidanza: un’alimentazione variata, ricca di acqua, frutta e vegetali freschi, pesce, latte e derivati, ti aiuterà a star bene e a produrre un latte del tutto adatto alle esigenze del neonato.
Ecco qualche semplice consiglio:
- Evita le bevande alcoliche; l’alcol passa nel latte e quindi lo assume anche il lattante; inoltre, l’alcol riduce la quantità di latte prodotta. In caso di assunzione occasionale di bevande alcoliche però, non smettere di allattare, piuttosto scegli bevande a basso contenuto di alcol e aspetta 3-4 ore prima della poppata.
- Consuma frequentemente pesce durante l’allattamento: contiene nutrienti importanti per la salute del bambino. Se non ne mangi concorda con il pediatra in che modo integrare.
- Assicurati il surplus di acqua di cui hai bisogno; circa 3-4 bicchieri di acqua in più oltre ai 6-8 consigliati in una donna che non allatta.
Considera che il miglior modo per perdere il peso in più che eventualmente rimane dopo la gravidanza è allattare al seno. L’entità della perdita di peso varia da donna a donna e ovviamente è in funzione anche dell’apporto alimentare. L’allattamento non è tuttavia il momento migliore per mettersi a dieta, soprattutto se molto restrittiva, perché le esigenze nutrizionali della nutrice sono alte.

La naturale prosecuzione della gravidanza è l’allattamento al seno.
Come durante la gravidanza, anche nel corso dell’allattamento non è necessario cambiare drasticamente le abitudini alimentari per soddisfare le richieste di energia e di alcuni nutrienti che per l’allattamento sono maggiori. L’alimentazione della nutrice nei primi 6 mesi di allattamento (prima dell’introduzione nell’alimentazione del lattante degli alimenti complementari) deve soddisfare, infatti, sia i fabbisogni della mamma, che quelli del bambino, che sono più elevati rispetto alle richieste del feto. Alla nutrice può essere dunque consigliato uno stile alimentare non molto diverso da quello della gestante, tenendo però presente che il surplus energetico richiesto è maggiore. La produzione del latte richiede molte calorie, parte delle quali derivano dalle riserve di grasso accumulate durante la gestazione. I fabbisogni supplementari in energia della nutrice dipendono dalla quantità di latte prodotto. Tenendo conto di tutti i fattori, il costo energetico aggiuntivo dell’allattamento è calcolato in 500kcal/die, fino al sesto mese di età del bambino. Particolare cautela deve essere quindi posta in questa fase nei confronti di eventuali regimi dietetici restrittivi che potrebbero compromettere lo stato nutrizionale ottimale della donna, la quale, per garantire la produzione di latte dovrebbe attingere dalle riserve nutrizionali. Sottoporsi a esercizio fisico intenso nella rincorsa di un rapido calo di peso può aumentare i livelli circolanti di acido lattico che, passando nel latte può alterarne il gusto. Invece, sempre tenendo conto delle necessità energetiche, la pratica di un’attività fisica di media intensità (esempio: 45 minuti al giorno di camminata) dovrebbe essere incoraggiata per i suoi effetti positivi anche sulla salute della nutrice.
Il modello dietetico adatto per la nutrice è simile a quello consigliato per la gestante, con alcune varianti riguardanti in particolare, una maggiore (rispetto alla donna adulta) richiesta di proteine, omega-3, iodio, zinco, rame, selenio, vitamina A, vitamine del gruppo B e vitamina C, oltre che di acqua. Per la nutrice, il miglior modo per far fronte a queste aumentate necessità consiste nel seguire un’alimentazione ricca e varia, che comprenda notevoli quantità di liquidi (acqua, latte, ecc.), olio d’oliva come grasso da condimento (l’acido oleico è importante per la maturazione del sistema nervoso del lattante), un frequente consumo di pesce (per arricchire il latte materno di acidi grassi omega-3, fondamentali per le strutture nervose del lattante), di frutta fresca e vegetali, di prodotti lattiero-caseari e di legumi. Se si osservano queste indicazioni dietetiche non c’è alcun bisogno di ricorrere a integrazione.

- La quota energetica aggiuntiva (500kcal/die) necessaria alla nutrice va ottenuta scegliendo alimenti che permettano di assumere anche le tante proteine in più che servono, vitamine e minerali e i preziosi omega-3.
- La nutrice dovrà aumentare la porzione del primo e del secondo piatto. Per i primi piatti, quali pasta, riso e altri cereali è consigliato incrementare di 25g circa ciascuna porzione sia a pranzo che a cena.
- Anche i secondi piatti devono andare incontro ad un piccolo incremento delle porzioni, che sarà quantitativamente differente, a seconda che si parli di carne, pesce o legumi: 30g aggiuntivi di carne, 40g di pesce e 25g di legumi freschi.
- Dell’importanza di prevedere 3-4 porzioni a settimana di pesce è già stato detto. Inoltre, durante la giornata aggiungere anche un altro piccolo spuntino, rappresentato ad esempio da uno dei seguenti alimenti: uno yogurt, un bicchiere di latte, 20g di formaggio stagionato, 1 porzione di frutta secca (4 noci), ecc.
FALSE CREDENZE SULLA ALIMENTAZIONE DURANTE L’ALLATTAMENTO
- Non è vero che bere birra dia vantaggi alla nutrice: non è vero che favorisca la secrezione lattea, anzi come tutte le altre bevande alcoliche ne riduce la quantità;
- Non è vero che “il latte fa latte”, né che bere latte durante l’allattamento favorisca l’insorgenza di allergie nel bambino. Latte e latticini devono essere presenti nell’alimentazione della donna che allatta nelle stesse frequenze della donna che non allatta
- Non è vero che bere tanta acqua o in generale tanti liquidi oltre il necessario faccia produrre più latte;
- Non è vero che la nutrice abbia fabbisogni maggiori di calcio né che, se si alimenta bene, sia necessaria una supplementazione di calcio. Il calcio necessario alla sintesi di latte viene comunque mobilizzato dal tessuto osseo della nutrice che subisce un impoverimento temporaneo, per normalizzarsi progressivamente nei periodi successivi all’allattamento;
- Non è vero che la nutrice debba evitare di mangiare alimenti con sapori forti o spezie per paura che il latte risulti di sapore non gradito. Al contrario la varietà dei sapori del latte materno faciliterà l’introduzione di cibi solidi e porterà ad una maggiore propensione del bambino verso alimenti diversi.
- Non è vero che caffè e tè siano proibiti durante l’allattamento, basta berne poco (2 tazzine di caffè al giorno) e lontano dalla poppata. Se si desidera berne di più scegliere i prodotti decaffeinati o deteinati.
