BLOCCO METABOLICO NELLA DONNA

Sempre più spesso, incontro persone alla prima visita che si sentono scoraggiate e stanche di fare sacrifici senza ottenere i risultati desiderati. Molte di queste persone hanno ridotto drasticamente la loro alimentazione: concedono a malapena un primo piatto e consumano il pane con estrema moderazione, evitandolo prima e dopo aver mangiato la pizza. Tuttavia, questo approccio non rappresenta un’alimentazione equilibrata e salutare, né favorisce una relazione serena con il cibo.

Quando l’alimentazione viene così drasticamente ridotta, il corpo entra in uno stato di difesa, rallentando il metabolismo fino al tanto temuto “stallo metabolico”. Questo fenomeno è solo uno dei diversi motivi per cui il peso smette di calare, anche a fronte di grandi sacrifici. Il vero benessere e il successo a lungo termine derivano da un percorso nutrizionale bilanciato e sostenibile, che nutra il corpo senza privazioni estreme.

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COSA SIGNIFICA?

Il blocco metabolico si riferisce a una condizione in cui il metabolismo rallenta, rendendo più difficile la perdita di peso. Questo fenomeno ha radici profonde nella nostra evoluzione, in quanto il corpo umano si è adattato per sopravvivere durante i periodi di carestia e scarsità di cibo.

Durante questi momenti di scarsità, l’organismo attiva un meccanismo di conservazione energetica, limitando il consumo delle riserve accumulate durante i periodi di abbondanza. Questo comportamento, che molti autori definiscono “inverno metabolico”, permette al corpo di risparmiare energia e proteggere le riserve necessarie per affrontare situazioni difficili.

Da un punto di vista evolutivo, un metabolismo in grado di rallentare in presenza di carenze alimentari è considerato altamente efficiente, poiché aumenta le possibilità di sopravvivenza in ambienti ostili. Tuttavia, nel contesto attuale, questo meccanismo può diventare un ostacolo per chi cerca di perdere peso, in quanto il corpo si “adatta” alla riduzione calorica, riducendo il consumo energetico e rendendo la perdita di peso più complicata.

Se sospetti di avere un blocco metabolico, è importante comprendere a fondo la tua situazione corporea per poter intervenire in modo mirato ed efficace. Nel nostro studio, effettuiamo un’analisi dettagliata della composizione corporea, uno strumento essenziale per valutare diversi parametri chiave, tra cui il tuo metabolismo basale.

Il metabolismo basale rappresenta la quantità di energia che il tuo corpo consuma a riposo per mantenere le funzioni vitali, ed è un indicatore fondamentale per comprendere quanto il tuo corpo brucia spontaneamente. Attraverso questa analisi, siamo in grado di identificare come il tuo corpo distribuisce la massa muscolare, la massa grassa e i liquidi corporei. Questi dati ci aiutano a individuare eventuali squilibri che potrebbero essere alla base di un rallentamento metabolico o di un blocco nel processo di dimagrimento.

Per le donne, il metabolismo può essere influenzato da molti fattori, tra cui cambiamenti ormonali, livelli di stress e stili di vita troppo restrittivi. L’analisi della composizione corporea non solo ci fornisce una fotografia accurata del tuo stato fisico attuale, ma ci permette di elaborare un piano personalizzato che tenga conto delle tue specifiche esigenze.

Il mio obiettivo e quello dei professionisti della nutrizione dello Studio Oltre il Piatto è aiutarti a sbloccare il tuo metabolismo, adottando strategie alimentari e di movimento che lavorino in sintonia con il tuo corpo, per riportarlo al suo stato ottimale e favorire una perdita di peso sana e duratura. Non è solo una questione di ridurre le calorie, ma di nutrire il tuo corpo in modo equilibrato e sostenibile, con il giusto apporto di energia per far ripartire il metabolismo e migliorare la tua salute complessiva.

QUALI SONO LE POSSIBILI CAUSE?

Questo meccanismo di protezione può essere attivato da diverse situazioni, che spesso si presentano anche simultaneamente:

  • Restrizione calorica prolungata: La principale causa del blocco metabolico è una dieta eccessivamente restrittiva e povera di carboidrati, seguita per lunghi periodi, anche per mesi o anni. Quando il corpo è sottoposto a una restrizione calorica prolungata, rallenta il metabolismo per proteggersi. In questi casi, propongo spesso un Reset Metabolico della durata di 4 settimane, con l’obiettivo di ristabilire l’equilibrio energetico. Questo approccio permette al corpo di riacquistare energia, preparando il terreno per un piano alimentare che favorisca una graduale perdita di massa grassa.
  • Mancanza della fase di mantenimento dopo un percorso: Un’altra causa frequente del blocco metabolico è la mancanza della fase di mantenimento. Molte persone mi dicono: “Dottoressa, non sono mai arrivata alla fase di mantenimento, nonostante abbia seguito molte diete.” Un percorso nutrizionale efficace si divide in due fasi. La prima è orientata al raggiungimento del peso o della composizione corporea desiderata. La seconda fase, spesso sottovalutata, è quella di mantenimento, in cui il corpo viene educato a riconoscere il nuovo peso come stabile. Affrontare più diete senza completare questa fase aumenta il rischio di blocco metabolico ad ogni tentativo successivo.
  • Alterazioni metaboliche e ormonali: Condizioni come l’insulino resistenza, l’ipotiroidismo, la dismenorrea o disfunzioni dell’asse ipotalamo-ipofisi possono influenzare negativamente il metabolismo. In questi casi, l’alimentazione svolge un ruolo fondamentale nel supportare la terapia farmacologica e prevenire l’aumento di peso associato a queste patologie.
  • Terapie farmacologiche: Alcuni farmaci, come ansiolitici, antidepressivi, cortisonici, estroprogestinici e betabloccanti, possono alterare il senso di fame e sazietà, favorendo un graduale aumento di peso. È importante segnalare queste terapie al nutrizionista, in modo che possa essere elaborato un piano alimentare che supporti la terapia prescritta dallo specialista.
  • Intolleranze alimentari: L’introduzione regolare di alimenti a cui si è intolleranti può provocare una serie di disturbi e aumentare lo stato infiammatorio del corpo. Questi sintomi, spesso sottovalutati, possono influenzare negativamente il metabolismo e contribuire al blocco nella perdita di peso.
  • Mancanza di sonno: La frenesia della routine quotidiana, il lavoro e gli impegni familiari spesso ci portano a trascurare una delle risorse più preziose per la nostra salute: il sonno. Dormire un numero insufficiente di ore non si traduce solo in stanchezza e mancanza di energia, ma ha conseguenze ben più profonde sul nostro metabolismo. Un sonno irregolare o insufficiente è infatti correlato all’insorgenza della sindrome metabolica, una condizione che aumenta il rischio di sviluppare obesità, ipertensione, iperglicemia e un aumento dei livelli di grassi nel sangue.
    Un recente studio condotto dai ricercatori dell’Università di Seul ha evidenziato come gli uomini che dormivano meno di 6 ore a notte mostravano una maggiore incidenza di sindrome metabolica e una circonferenza addominale più ampia rispetto a chi dormiva tra le 6 e le 7 ore. Nelle donne, invece, la riduzione delle ore di sonno era associata prevalentemente a un aumento del girovita, un parametro importante per valutare il rischio di malattie cardiovascolari.
    Dormire a sufficienza non è quindi solo una questione di benessere immediato, ma un vero e proprio fattore determinante per la salute metabolica a lungo termine.

 Il sonno influenza quindi l’azione degli ormoni che assicurano l’attività metabolica: in particolare vengono coinvolti il cortisolo, comunemente chiamato ormone dello stress, che aiuta a tenere sotto controllo i livelli di zucchero nel sangue e a regolare il metabolismo; la grelina o l’ormone della fame che funge da segnale per dirci che è momento di mangiare e la leptina, che è invece l’ormone della sazietà.

È risaputo allora che dormire (adeguatamente e bene) fa abbassare lo stress e questo a sua volta incide sulla sensazione di fame: meno si è stressati e meno l’organismo avvertirà l’esigenza di avere cibo. Al contrario, dormire poco (e male) altera il quadro ormonale dell’organismo e induce ad avvertire di più la fame. Inoltre, è molto frequente cedere ad uno spuntino pre nanna se andremo a dormire a mezzanotte/all’una.

  • Quadro infiammatorio cronico: La sindrome metabolica, conosciuta anche come sindrome da insulino resistenza, è una condizione pericolosa caratterizzata dalla presenza simultanea di diversi fattori di rischio cardiovascolare. Tra questi si annoverano ipertensione, alti livelli di zucchero nel sangue, colesterolo alto e accumulo di grasso addominale. Anche quando i valori del sangue risultano solo leggermente alterati, la combinazione di questi elementi può creare un quadro clinico che aumenta significativamente il rischio di sviluppare gravi malattie come infarto e ictus. Seguire una dieta mirata e bilanciata non solo aiuta a prevenire ulteriori danni, ma permette anche di migliorare la qualità della vita, promuovendo una migliore salute cardiovascolare e metabolica.

Se hai dubbi o domande riguardo ai percorsi dedicati al meraviglioso mondo dello svezzamento, sarò felice di aiutarti. Non esitare a contattarmi attraverso i seguenti canali:

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Pubblicato da dottsamargheritatoschi

Biologa Nutrizionista

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