L’alimentazione in gravidanza non è molto diversa da quella degli altri periodi della vita di una donna, con la differenza che la madre deve provvedere, oltre che ai propri bisogno nutrizionali, anche a quelli del feto che consuma e brucia in modo proporzionale alle sue dimensioni.
E ciò non giustifica in nessun modo l’opinione tanto diffusa che si debbano raddoppiare le quantità di cibo abitualmente consumate: semmai impone d scegliere le quantità di cibo abitualmente consumate: semmai impone di scegliere con attenzione alimenti più ricchi di quei nutrienti di cui la madre e il bambino hanno bisogno.
Infatti, secondo le linee guida EFSA, l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare, il fabbisogno di calorie giornaliere che la mamma deve consumare in gravidanza per consentire la regolare crescita del feto è solo leggermente superiore nel secondo trimestre (+260 Kcal) e nel terzo trimestre (+500 Kcal) rispetto a un’alimentazione equilibrata di una donna adulta.
Un aspetto importante è la condizione ponderale di partenza della mamma: se la futura madre è in sovrappeso, i fabbisogni aggiuntivi saranno notevolmente ridotti o dovranno essere rimodulati.
QUAL’è L’INCREMENTO DI PESO RITENUTO ADEGUATO E FISIOLOGICO DURANTE LA GRAVIDANZA?
Non vi è una risposta univoca e preferisco sempre studiare ogni caso nella sua unicità. L’incremento di peso dipende anche dal peso della donna prima della gravidanza: un adeguato aumento di peso influisce sulla gravidanza, sul peso del neonato e sulla predisposizione del neonato a sviluppare un maggior rischio di obesità e diabete. Una donna già un sovrappeso, quindi, dovrà fare molta attenzione all’aumento di peso, che dovrà essere più limitato isperro ai hilogrammi che dovrebbe prender euna donna di peso normale.
Il valore del BMI (di cui vi ho ampiamente parlato in altri articoli) ci viene in soccorso, anche questa volta: il primo passo per stabilire il surplus energetico sarà calcolare il BMI prima della gravidanza, per poi individuare una crescita di peso bilanciata.
- Se la donna è sottopeso (MBI inferiore a 18,5) l’aumento di peso dovrebbe essere di 12,5 – 16 Kg circa;
- Se la donna è normopeso (MBI 18,5 – 24,9) l’aumento di peso dovrebbe essere di circa 8-14 Kg)
- Se la donna è sovrappeso (MBI >25) o con obesità (BMI >30) si ha una condizione a rischio per la madre e per il feto. Se la gravidanza è programmata in anticipo, è fortemente consigliabile seguire una consulenza preconcezionale per programmare un piano nutrizionale e di attività fisica finalizzato alla perdi di peso prima di iniziare la gravidanza, con l’obiettivo di raggiungere un BMI ideale non superiore a 25 per le donne in iniziale sovrappeso e almeno inferiore a 30 per le donne con una forte obesità.
Quali rischi incorre una madre con sovrappeso?
I rischi per la madre con un forte sovrappeso o con obesità sono la gestosi, il diabete gestazionale, il tromboembolismo venoso e conseguentemente maggior rischio di parto pretermine e alterazioni metaboliche per il feto.
CHE FUNZIONI HANNO LE VOGLIE?

La tradizione popolare attribuisce alle “voglie” un ruolo che al momento non trova alcuna spiegazione scientifica. Non è nota l’origine do questi desideri alimentari, talvolta bizzarri, ma si pensa siano dovuti alle fluttuazioni ormonali tipiche della gravidanza. Molti hanno sentito dire che le voglie “insoddisfatte” si manifestano come macchie cutanee sulla pelle del neonato, di colore corrispondente a quella del cibo desiderato. In realtà, le macchie color marroncino sono accumuli di melanina (pigmento naturale della pelle tipico dei nei e responsabile dell’abbronzatura) e nono voglie di cioccolato, mentre le macchie rosse sono angiomi, formati da un groviglio di tanti vasi sanguigni.
In conclusione, non si sa se le “voglie” sono un indicatore delle esigenze nutrizionali della futura madre, ma possono essere assecondate purchè non comportino una deviazione dall’alimentazione sana raccomandata in gravidanza (e anche fuori gravidanza).
Le voglie, tuttavia, ci fanno pensare al fatto che non possano esistere cibi che è meglio non consumare in gravidanza, essendo abbastanza spesso legate al desiderio di alimenti non propriamente sani.
Se in dolce attesa e ti piacerebbe essere seguita per affrontare questo periodo con serenità? Oppure hai qualche dubbio in merito all’alimentazione in questo periodo? Non esitare a scrivermi!
Fonti:
- WHo – Breastfeeding
- Nutrizione in gravidanza e durante l’allattamento. Raccomandazioni SIGO, AGOI, AGUI, 2018
- LARN, Rev. 2014
- Dietary reference values for nutrients summary report. EFSA, 2017
- Diet and nutrient requirements in pregnancy and breastfeeding. An italian consensus document. Marangoni F. et Al. “Nutrient”, 2016
- La longevità inizia da bambini, Longo, 2019

