IL DIGIUNO TERAPEUTICO: una scelta che cambia la vita

Da sempre è risaputo che mangiare poco allunga la vita. Quando parliamo di digiuno, non intendiamo il digiuno prolungato per una intera giornata: alcuni studi hanno dimostrato numerosi vantaggi se stiamo per un numero determinato di ore senza introdurre cibo all’interno del nostro corpo.

L’origine del digiuno per ragioni di salute risale allo sviluppo delle attuali forme di vita animale. Tra gli animali che vivono allo stato selvatico è comune digiunare quando si è malati o quando non si ha disponibilità di cibo. Questo comportamento è stato studiato anche negli esseri umani con ottimi risultati. C’è, però, da conoscere il meccanismo biochimico alla base del digiuno .

Le riserve del nostro corpo sono veramente enormi, in un uomo ben nutrito, di circa 70kg, le riserve sono di circa 161.000 Kcal sotto forma di grassi, localizzati per la maggior parte nel tessuto adiposo. Questo permette all’essere umano di vivere senza cibo per molto giorni utilizzando le riserve di grasso.

Lo scopo del digiuno controllato nella donna ha l’effetto di favorire l’innalzamento dell’umore e combattere lo stress ossidativo e i livelli di infiammazione insieme al mantenimento del peso e al rafforzamento del sistema immunitario.

Una restrizione calorica controllata permette al corpo della donna di controllare l’infiammazione perchè, un’infiammazione cronica, diventerebbe nel corso del tempo dannosa per il nostro organismo.

PERCHè SONO COSì IMPORTANTI I LIVELLI DI INFIAMMaZIONE?

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La sindrome metabolica e l’obesità alterano i normali equilibri della risposta infiammatoria e generano un’infiammazione di basso grado a livello sistemico. Questa infiammazione è quindi in grado di alterare la funzione endoteliale a livello circolatorio , modificare meccanismi di regolazione i ormoni come insulina, glucagone, ormoni tiroidei, ed ovarici, modificare l’equilibrio del microbiota e la produzione di alcuni neurotrasmettitori. Anche l’aggregazione piastrinica viene influenzata con aumento del rischio cardiovascolare generale.

COME CONTRASTARE L’INFIAMMAZIONE?

Il contrasto all’infiammazione di basso grado di origine metabolica deve avvenire ripristinando le normali vie metaboliche grazie a mirati interventi su dieta, esercizio fisico e fattori modificabili dello stile di vita. Alcune sostanze come la curcumina, gli acidi di estrazione vegetali e gli acidi grassi omega 3 da olio di pesce, di estrazione animale, sono in grado di agire efficacemente sull’infiammazione di baso grasso.

UN DIGIUNO DI 16 ORE PER RIDURRE L’INFIAMMAZIONE

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Un digiuno di 16 ore nelle fase follicolare del ciclo mestruale (ovvero dal quinto all’undicesimo giorno) e un giorno a settimana durante la menopausa ha numerosi benefici.

Per digiunare per 16 ore consecutive, potremmo terminare la cena entro le 20:00 ed iniziare lo spuntino del giorno dopo non prima delle 12:00 in modo da rispettare il digiuno intermittente.

Si tratta di un piccolo “sacrificio” che ha la durata solamente di 6 giorni ma che può apportare grandi benefici: non solo immediati ma anche a lungo termine.

Questa abitudine viene consigliata una volta a settimana se si sta affrontando la premenopausa e menopausa.

 

Naturalmente, affinchè la riduzione dell’infiammazione avvenga, è necessario inserire il Digiuno Terapeutico all’interno dei regime salutare.

 

Fonte: Avolio E., Pecorella C., Cyclicicty Diet – La dieta ciclica che aiuta la donna a vivere meglio e più a lungo, Falco Editore, 2018

Pubblicato da dottsamargheritatoschi

Biologa Nutrizionista

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